Performance Marketing / a cura di Manuela Luzi

Il marketing è tutta l’azienda vista con gli occhi del cliente.

(“It is the whole business seen from the point of view of its final result, that is, from the customer’s point of view.” – Peter Drucker, The Practice of Management, 1954)

Il progetto

Un modo di guardare
al marketing con 3 U.

Luuuz si scrive con tre U. Ognuna è una domanda da farsi prima di spendere anche solo un euro.

UXUser Experience

Cosa vive chi ti cerca?

Ogni strategia, alla fine, arriva davanti a una persona che prova a capire, trovare, decidere. Se lì qualcosa si inceppa, nessuna campagna può rimediare.

USPUnique Selling Proposition

Perché dovrebbero scegliere te?

Un motivo per essere scelti non si inventa: si trova conoscendo l’azienda, le alternative e ciò che conta per i clienti. Poi va detto chiaro, rinunciando al resto.

UTMUrchin Tracking Module

Come fai a saperlo?

Sono piccoli parametri che, aggiunti a un link, dicono da dove arriva il traffico. Qui diventano un’abitudine: cercare riscontri, collegare ogni attività a un risultato, decidere il passo successivo sui dati.

In sintesi

Esperienza, differenziazione, misurazione. Da sole servono a poco. Insieme, danno una direzione.

Il punto di vista

Marketing e sales insieme.
Ma hai parlato coi project?

Che marketing e vendite debbano lavorare fianco a fianco è ormai un luogo comune. Chi vende, però, tende a raccontare il prodotto come il cliente vorrebbe che fosse. Chi lo progetta e lo segue ne conosce invece i punti di forza e i limiti reali.

Il marketing ha bisogno di tutti e due: dei commerciali per capire cosa chiede il mercato, dei project per sapere cosa si può davvero promettere.

Dai project ai sales, il marketing si fa insieme.

Da dove partire

Non innamorarsi mai
delle proprie certezze.

Chi arriva in un’azienda nuova ha spesso la tentazione di radere al suolo tutto: è più semplice ricominciare da capo e trapiantare ciò che ha funzionato altrove. Sembra il contrario del vecchio «abbiamo sempre fatto così», ma è la stessa cosa: in entrambi i casi si smette di guardare quello che c’è.

1

Partire da quello che c’è.

Ogni azienda ha già una storia, dei clienti, delle competenze e un modo di lavorare. Anche quello che non funziona racconta qualcosa: prima di cambiarlo, conviene capire perché è lì.

2

Far funzionare quello che serve.

Non tutto va rifatto. Spesso basta riconoscere cosa regge, togliere gli ostacoli e mettere in fila priorità, investimenti e responsabilità.

3

Sviluppare quello che manca.

Solo a questo punto si costruisce il nuovo: dove serve davvero, misurando i risultati per decidere il passo successivo.

Strumenti

Prima delle opinioni,
due conti.

Tra chi vuole rifare tutto e chi non vuole cambiare niente, i numeri sono un buon arbitro. Questi strumenti servono a guardare quello che c’è: quanto puoi spendere per acquisire un cliente, quanti contatti ti servono, che cosa puoi smettere di fare.

Non danno risposte definitive. Aiutano a farsi le domande giuste, prima di decidere.

I numeri e le risposte restano nel tuo browser: non li vede nessuno.

1Strumento

Quanto puoi spendere per acquisire un cliente?

Su un periodo scelto e coerente, al netto dell’IVA.
Dopo i costi variabili, prima dei costi di acquisizione.
Usa lead e clienti della stessa coorte.
Per costi fissi, rischio e utile. È una tua ipotesi.

Budget di acquisizione per cliente

1.000 €

Margine prima dell’acquisizione
Budget equivalente per lead
Margine conservato per cliente

Sono stime per farsi un’idea, senza troppe variabili. Nel costo di acquisizione dovresti metterci tutto, non solo la pubblicità.

Calcolo: ricavi × margine × (1 − quota da conservare). Budget per lead: budget per cliente × conversione lead → cliente.

2Strumento

Quanti contatti ti servono per un obiettivo di vendita?

Dal fatturato da acquisire si risale a contratti, opportunità, lead e investimento.

Esplicita quali costi include: il risultato mantiene lo stesso perimetro.

Investimento annuale stimato

—
Lead necessari—
Opportunità necessarie—
Contratti necessari—

Sono stime per farsi un’idea, senza troppe variabili. Tra un contatto e un contratto passa tempo, e una parte dei ricavi può scivolare all’anno dopo.

Contratti = fatturato ÷ valore medio; opportunità = contratti ÷ tasso di chiusura; lead = opportunità ÷ tasso di qualificazione, arrotondando per eccesso. Investimento = lead × costo per lead.

3Strumento

Che cosa puoi togliere dal tuo marketing?

Nove affermazioni sul marketing della tua azienda. Rispondi d’istinto: il test indica da quale delle 3 U conviene partire e quali attività mettere in discussione.

1C’è almeno un canale su cui investi da più di sei mesi senza sapere quanti clienti ha portato.
2I report che ricevi parlano di visualizzazioni, clic e follower, ma non di opportunità o vendite.
3Alcune attività continuano perché «si sono sempre fatte», non perché i risultati lo giustificano.
4Porti traffico verso pagine che nessuno ha mai provato a usare con gli occhi di un cliente.
5Chi chiede un contatto aspetta più di un giorno lavorativo per avere una risposta.
6Per avere un preventivo o un’informazione bisogna compilare moduli lunghi o cercare a lungo.
7Comunichi gli stessi messaggi a tutti, senza un tipo di cliente prioritario.
8Se togliessi il logo, la tua comunicazione potrebbe essere quella di un concorrente.
9Fai tante attività diverse con poco budget ciascuna, invece di poche fatte bene.

Non è un test scientifico: è un modo rapido per mettere in fila i dubbi. «Non so» conta come mezzo segnale, perché non sapere è già un’informazione.

Articoli

Luuuz esce (qualche volta)
su LinkedIn.

A chi gli chiedeva perché scrivesse solo cose tristi, Bruno Lauzi rispondeva:

«Perché quando sono felice, esco.»

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